I Promessi sposi al tempo del Covid

Ho deciso di raccontarvi una storia (vera). Una versione in chiave moderna dei “Promessi Sposi”, dove i nostri futuri sposi, che chiamerò Renzo e Lucia, vogliono coronare il loro amore con le nozze, ma il moderno Don Rodrigo (Covid 19) vuole impedire il matrimonio e per mezzo di Don Abbondio e i “bravi” (CTS) escogitano vari escamotage per impedirlo.

Il racconto è ambientato sul lago d’Iseo e le verdi colline della Franciacorta e Val Calepio.

La storia ha inizio nel gennaio 2019, quando Renzo e Lucia mi contattano per organizzare il loro matrimonio da celebrare alla fine di maggio 2020.

Seguono mesi di intenso lavoro con colloqui, sopralluoghi, preventivi, prove di vario genere, decisioni lunghe e appassionate che fanno in modo che l’organizzazione dell’evento sia quasi ultimata.

Nel marzo 2020, però il perfido Don Rodrigo (Covid 19) decide che questo matrimonio “non sa da fare” e attraverso Don Abbondio sguinzaglia i suoi Bravi (DPCM) che di fatto vietano la celebrazione dei matrimoni in tutto il nostro territorio. Grande è la nostra delusione alla notizia, ma io e i due futuri sposi non ci diamo per vinti e, non senza difficoltà, riusciamo a trovare una data libera per celebrare le nozze a fine ottobre 2020.

Finalmente si ricomincia!

Don Rodrigo però, venuto a sapere della nuova iniziativa dei due giovani, a settembre con malvagità fa emettere un nuovo DPCM che blocca nuovamente i matrimoni; così i tanti Renzo e Lucia sparsi per l’Italia sono costretti a rimandare il loro giorno più bello.

La frustrazione dei nostri Renzo e Lucia è tanta, ma è più forte la loro convinzione di voler convolare a nozze, sono disposti perfino a rinunciare anche ai festeggiamenti pur di coronare il loro sogno. Quindi per la terza volta fissiamo una data: fine giugno 2021.

Assecondando la loro volontà comincio a predisporre un matrimonio con la partecipazione di soli pochi familiari stretti che preveda cerimonia in chiesa e pranzo nel giardino della casa dei genitori della sposa.

Contatto nuovi fornitori necessari e modifico tutto il progetto iniziale.

Nel  frattempo  Don Rodrigo si indebolisce e la popolazione si ribella (vaccinazioni) e anche le sue volontà vengono disattese dai suoi Bravi. Il precedente DPCM scade e da giugno via libera ai matrimoni con solo qualche restrizione.

La notizia riaccende le speranze dei futuri sposini d’Italia, e anche i nostri Renzo e Lucia plaudano all’annuncio e auspicano per loro una vera festa e non una cerimonia dimessa e quasi clandestina.

A tre settimane dal fatidico giorno decidiamo quindi di cambiare nuovamente i piani.

 “Che festa sia”. Frenetici sono questi giorni di avvicinamento all’evento.

Contatto nuova location con nuovi allestimenti, nuovo catering, nuovo programma, chiesa addobbata di fiori con partecipazione di una violinista e cantante per elevare il rito e celebrare in modo degno questo matrimonio. I giorni scorrono impegnativi e tra telefonate e conferme finalmente la cronologia dell’evento è pronta.

Dopo una notte quasi insonne all’alba del giorno del matrimonio mi sono recata alla casa della sposa dove tra parrucchiera, truccatrice e fotografo la futura sposa e i genitori erano in preda all’ansia da ultimo minuto, ma essendo tutti i passaggi programmati, tutto è filato via liscio.

Il cielo era azzurro e la chiesa addobbata di cerchi con peonie e rose era pronta ad accogliere gli sposi e i loro invitati.

Mentre la sposa accompagnata dal padre, entrambi visibilmente emozionati, risaliva la navata della chiesa, io pensavo a tutti quei sentimenti di felicità, di ansia, di sconforto e speranza che ho condiviso e che mi hanno unito a questi due giovani ragazzi. Nel medesimo tempo la cerimonia religiosa procedeva suscitando nei presenti un’intensa emozione affettiva e commozione estetica.

Il corteo si è poi trasferito nella splendida location, una splendida cascina finemente ristrutturata, dove tra i filari della vigna e i magnifici tavoli allestiti per l’occasione, si è festeggiato tra buon cibo e brindisi con dell’ottimo vino. Tutto bellissimo e tutti felici.

A serata terminata, stanca, ma soddisfatta per l’andamento della giornata, mentre in auto tornavo a casa mi è tornato alla mente il mio periodo scolastico, quando la prof di italiano mi faceva studiare i Promessi Sposi che io trovavo un’opera lontana e noiosa. Ora però mi sentivo più vicino al Manzoni e alla sua divina provvidenza e condividevo con lui il lieto finale. 

Vi ho raccontato questa storia per lasciarmi alle spalle un periodo difficile per tutti e ho voluto farlo in modo ironico. Questi mesi sono stati complicati sia per gli sposi che per gli organizzatori, ma quando si svolge il proprio lavoro con amore e passione, si crea una profonda fiducia e stima tra le persone e tutto diventa superabile, gli ostacoli si appianano.

Anche tu ti devi sposare o festeggiare un’occasione speciale? C ’è qualcosa che ti preoccupa? Hai bisogno di aiuto di consigli o suggerimenti? Raccontamelo nei commenti!

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